Parigi eccola quà


Questo blog comincia cosi, di pari passo al mio viaggio. Un viaggio alla scoperta di una città che giorno dopo giorno si lascia guardare, a volte permalosa, a volte dis-umana. Sono arrivato in questa città non meno di un mese fa: è difficile capirne le dimamiche che la muovono, la gente che ci vive ed il perché ad ogni cortese domanda un parigino ti risponderà sempre ah oui j’sais pas-j’suis pressé peut etre par là. Se dovessi paragonarla a qualcosa di tangibile potrei utilizzare l’immagine di un vulcano in piena attività. E una citta che non ti lascia e non ti può lasciare indifferente. Puoi camminare per strada e trovare  costumi e sapori di terre lontane che in quel preciso momento non sono mai stati cosi vicini. Ricorda molto un concentrato di culture già vissuto in altre epoche ed in altre zone del mondo. Di questa città voglio narrare, attraverso questo blog, l’umanità che la muove, con tutti i vizi che le si possono attribuire. Troppo facile sentire banali commenti sulla città da turisti sprovveduti stipati su treni o aerei, venuti dall’altra parte del mondo oppure da città molto piu vicine per vedere quello che le guide turistiche e, l’immaginario collettivo, ti obbligano a vedere. Quanti turisti si accalcano per le strade, fotografano click e in un secondo pretendono di poter rubare-immortalare per sempre un istante. Molti altri invece si lasciano bindolare dal facile giudizio qualunquista- Parigi- una città che paragonata alle nostre ci fà impallidire- borbotta un signore sul treno diretto a Paris Gare de lyon. Alla mia ingenua domanda, visto il giustizio cosi deciso- quante volte è stato a Parigi? cosa le fà dire che le nostre città nostrane non possano competere con la realtà parigina? la risposta determina l’infondatezza becera dell’affermazione. No per me è la prima volta che visito Parigi, però sà con tutto quello che se sente dire… ecco questo piccolo spazio personale vuole essere una piccola finestra che si affaccia su un mondo-peggiore o migliore- non sarò io guidicare. Vorrò descrivere quello che un ragazzo ventenne laureato in lingue e cresciuto nelle periferia milanese vede, sente, percepisce.

Di una città, soprattutto se straniera, quando vi si giunge per la prima volta, in genere si notano gli aspetti piu appariscenti: l’architettura, le opere d’arte, le decorazioni. A volte si resta colpiti pure dall’arredo urbano: lampioni stradali, colonnine spartitraffico, vetrine di negozi, targhe. Da questo nostro osservare, dall’insieme delle sensazioni che ne deriva, nascono i giudizi e la memoria. Sono questi che ci rimarranno impressi per sempre, al ricordo di un viaggio o di una vacanza. Non ci poniamo mai domande sul perché o il per come un monumento è lì o perché la gente non ti sorride e paia sempre scortese. Non ci immergiamo minimamente, neache con un piccolo sforzo, nella società che, per pochi giorni, ci ospita, ricambiando il favore con la pretesa di aver capito tutto e tutti. Vorrei portarvi a Pigalle, nel 18 arrondissement, dove vi sono flotte di turisti che scendono da bus provenienti da posti, a volte, improbabili come russia ou l’azerbaijan, oppure altri che sperduti nel caos generale si dirigono verso il primo Kebab per urinare. Con questa visione del mondo tutto diventa eccitante solo in proporzione alla misera durata del viaggio, niente viene scoperto, niento viene goduto.

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