Lo sguardo non condiviso


Lo sguardo non condiviso lo si trova ovunque a Parigi: in metropolita, quando si e in fila in cassa, quando si attende l’ascensore e soprattutto quando si cammina per strada. E uno sguardo che non ammette replica. Non fa trasparire nessuna emozione se non, a volte, timore. Lo possono avere tutti, senza distinzione di sesso, razza, eta. Quante volte capita di incrociare uno sguardo in una giornata. Penso che sia una cosa che capiti molto spesso. E cosa succede in quell attimo?si condivide con una persona estranea una situazione, un momento o un sorriso. Lo sguardo ci lascia liberi di esprimerci, o meglio, liberi di poter trasmettere una sensazione alla persona osservata. Possiamo trasmettere interesse inarcando un sopraccilio, sensualità con un sorriso un Po beffardo oppure l opposto di tutto ciò. Il messaggio non e importante ciò che lo e riguarda la volontà o meno di trasmettere qualcosa. A Parigi, invece, esiste lo sguardo non condiviso, ossia lo sgardo c’è ma il destinario non accetta la vostra proposta fortuita o meno. E strano Perche ci si osserva ma non si dice niente. Soprattutto con le compagine femminile si riscontra questa particolarità. Non solo da mie esperienze personali bensì lo si può constatare osservando questi attimi, quando si riesce a coglierli, nelle altre coppie casuali. Quando si guarda una parigina negli occhi, per la maggior parte delle volte, non si e toccati minimamente, non si e affascinati, non si e sfiorati. Sembra di entrare in un mondo per pochi secondi dove le sole regole che contano sono dettate dal terreno gelido e, allo stesso tempo, arido nel quale si e finiti. Non riesco a capire, e quando non capisco non mi do pace fino a quando non trovo una risposta. Dopo un mese e mezzo in terra francese non posso minimamente trarre delle conclusioni assolute. Mi limito ad assorvare, a sentire l’odore della vita che si respira nell’aria, ma le sensazioni che si percepiscono non possono trarre in inganno. Di certo devo dire che la mia iniziale sorpresa, nel vedere questo tipo di approccio, si sta lentamente attenuando. Qualcosa si muove o meglio, bouge, come direbbero qui. Appena si prende confidenza con lo vita parigina, con le strade, con i suoi ritmi si comincia ad intravedere qualcosa. Le mie aspettative sono tante, vedremo se questa città saprà stupirmi o meglio la gente che ci vive. Intanto io, da buon rital (come chiamano gli italiani in Francia), non smetto di osservare con il mio sguardo carico-pregno di sensazioni ed emozioni. Di certo non passo inosservato.

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