Ho 3 mesi di vita



Ore x del giorno z. Mi alzo, ciabatte ai piedi, un pò assonnato mi dirigo verso la porta. La cucina è giusto dietro lo stipite. Accendo la radio: « Bonjour à tous, bienvenue sur notre émission, ce matin on va parler… ». Prendo la moka tra le mani e preparo il caffè. La giusta quantità d’acqua e la giusta quantità di caffè per cominciare al meglio la giornata. Mi distraggo qualche secondo, sfoglio il giornale Le monde, sezione actualité… In sottofondo una cronista intervista il suo invitato :« Mr. Hassim qu’est-ce que vous pensez des récentes révoltes en »….

« boff je ne sais pas, à mon avis ils ont tous tort.. », risponde l’invitato. L’aroma del caffè comincia a pervade la cucina e mi avvolge. Il caffè è quasi pronto. Mi affaccio alla vetrata che dà sul balcone: oggi il cielo non promette niente di buono. Il caffè è salito e fuoriesce dalla moka sporcando il ripiano. Appena mi volto, per prendere la tazza, mi rendo conto che sul ripiano vicino al lavandino, prima vuoto, ora c’è una torta. Mi sorprende e allo stesso tempo m’inquieta e penso: « ma non c’era niente prima. Com e’ possibile? ».

« Maintenant on vous laisse au Tube de l’été, seulement pour vous on radio Nrj! ». Mi avvicino per capire se sia reale o se sia un sogno. La torta, con la sua glassa bianca e uno strato di cioccolato, è molto invitante ma questo non mi rincuora molto. Sulla superficie v’è una scritta: « Tanti auguri per i tuoi 3 mesi di vita con 3 candeline spente. L’accentino non tarda ad apparire li dove, vicino al cassetto delle posate, non c’era niente. In casa non c’è nessuno. Chi sarà stato?. Il panico comincia a prendere il sopravvento. Comincio a sudare freddo e a perdere la cognizione dello spazio…bip bip.. Cos è stato?.. Bip bip. Mi sveglio di soprassalto, tutto sudato, respiro a grandi boccate, come se non avessi inalato aria da anni. La sveglia suona sul comodino, bip bip: la spengo. Come al solito mi alzo, m’infilo le ciabatte, dò un’occhiata fuori dalla finestra e mi dirigo verso il bagno. Nel mentre penso: « wow che incubo, mi sembrava di essere claustrofobico! ». Apro la porta della camera e, senza farci troppo attenzione, quasi come un rito scaramantico, guardo la cucina che è sulla mia destra. Tavola vuota, piatti nel lavabo sporchi come al solito e sul ripiano nessuna torta malefica. Sorrido e scruto l’ultima parte della cucina dove normalmente, su una mensola in legno fissa nel muro, mangio. Vedo qualcosa, mi avvicino, e trovo una busta chiusa con su scritto: « Pour toi! ». La apro e trovo scritta una semplice domanda: come ci si sente ad avere 3mesi di vita?. Senza rendermene conto svengo. Non so chi abbia messo lì quella lettera e, benché meno, perché voglia sapere, da me, come mi senta.

I giorni passano ed ho sempre in mente quella semplice domanda: come ci si sente ad avere 3mesi di vita.  Ho riflettuto molto e questo mi ha portato ad osservare la realtà nella quale vivo ora. La realtà parigina. I tre mesi di vita, citati nella lettera, coincidono con il mio arrivo a Parigi. Penso e ripenso come se dovessi risolvere un tranello: ma i mesi non si riferiscono solo al tempo trascorso qui bensì all’età mentale che ho ora. Io ho 3mesi di vita. Proprio così. Quando si e’ all’estero si dimentica quasi tutto, o meglio, si fa tabula rasa di tutti quelle conoscenze e gesti che erano utili nel tuo Paese di origine ma, una volta messo piede qui, si devo ricominciare da 0. Molte volte mi sento come un infante, apprendo parole nuove ogni giorno per arricchire il mio vocabolario e, come per magia, vedo che i miei discorsi si articolano sempre di più. Da semplice bla bla di 3 mesi fa a frasi che cominciano ad aver una loro struttura e senso. Per esempio, la prima settimana sono andato in una trattoria cinese per mangiare qualcosa, fino a qui niente di male, peccato che la signora peccasse del suo « leggero » accento cinese, ed io, non capendo niente, sono ricorso ai gesti, proprio come un bambino. Alla fine ho mangiato ma non quello che avrei voluto. Quando parlo con i ragazzi della mia età, aver 3mesi di vita mi aiuterebbe molto, invece, parto da meno 25anni. Io, « straniero », non ho condiviso le loro infanzie ed, ad ogni battuta tipo: »assomigli a tizio o a caio », oppure, « canta come quel cantante degli anni 80.. »e tutti ridono mentre io, come in un coitus interructus, rido ma non capisco il perché e mi perdo il gusto della battuta. È come essere nati su treno che viaggia rapido, apri gli occhi e il paesaggio scorre rapido impedendoti di trovare punti stabili. Ma avere 3mesi di vita ha i suoi lati positivi. Si ha la possibilità di crearsi una « nuova immagine ». Si scelgono le persone con le quali si vuole stare. Si testa qualsiasi nuova situazione « avec la bouche et les mains« . Si è spesso diffidenti ed ingenui allo stesso tempo. Dove gli altri sono annoiati io trovo  tutto molto interessante. È come una carica emotiva fortissima! Ancora una volta mi domando chi sia stato a posare quella lettera: forse non lo saprò mai però posso certamente rispondere che, ad avere 3mesi di vita, c’è molto più da guadagnare che da perdere. Sono pronto per festeggiare il mio 4 mese più curioso ed ingenuo che mai.

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