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Paris d’América (It) (Fr)


Parigi d’América, punto. Bélem, nascosta dietro la foce del fiume Amazzonia,  riposa un sogno solitario.

Nata da un progetto bellico di difesa del territorio da parte dei portoghesi in contrapposizione ai Francesi, pronti a lasciare lo Stato del Maranão per entrare nel Pará. Francesi contro portoghesi,  portoghesi contro índios Xucurus.  Un tutti contro tutti che ha dato vita alla città più moderna del Brasile di quella epoca.

Belém. Parigi d’America. Questa principessina viziata, elogiata, corteggiata é diventata presto una prostituta abbandonata. Di quella che, guardandola bene negli occhi, con una luce illuminando il volto, percepisci  un’immagine di donna rinchiusa nei suoi ricordi.

Parigi d’America sembra dissonante, strano. Questo nome lo dobbiamo al progetto urbanistico di Antonio Lemos (1902), maranaense emigrato durante la belle époque, qui nella capitale paraense; con l’idea di costruire la Petite Paris. Ma, per me, non é tanto una dissonanza fonica bensí una richiamo constante nella mia vita. Pa-ri-gi. Francia. Tante volte pronunciata nella mia vita. Tante volte simbolo di successo e delusioni. Pa-ri-gi.  Mi vengono in mente, rue Jean jaurès, la villette, stalingrad, pigalle, la panetteria nel sottosuolo della stazione di Gare du Nord. Pa-ri-gi. Gelo mattutino che penetra nella pelle. Saluti cordiali quasi mai ricambiati.

Pa-ri-gi, battendo il palmo della mano, pronuncio ogni sillaba attentamente. Ad ogni battito un’immagine differente rinasce. Come quel canta-autore francese, Oxomo, nel suo ultimo video clip. Girato davanti alla chiesa più conosciuta di Parigi, Sacre coeur. Lui ripete Panam, ossia il nome dell’antica città Lutezia riconvertito nel più moderno verlen. Pa pa panam, panam pam pam. Io ripeto Pa-pa-pa-ri-gi.

Le parole si uniscono e si trasformano, come il tempo e la storia trasformano le città, vittime del proprio successo o della propria incapacità di rinnovarsi. Quello che vorrei sapere é se Bélem si é persa nei meandri della storia o si sta ritrovando. Stà ritrovando quel contatto con l’ambiente che la circonda. Quella forza della natura possente, inarrestabile, incessante. Quella forza che sembra rivendicare il suo ruolo espulsando ogni accenno a cultura « straniera » che qui é stata imposta. Basta guardare gli edifici abbandonati. Il « mato », ovvero la foresta, riprende, riempie lo spazio lasciato dagli uomini. L’uomo costruisce e, la natura, come una grande madre paziente, riprende.

Avenida Nazaré, Edificio Emanuel Pinto, Icoaraci, Guamá, Tamoios sono solo alcuni esempi di questa mistura culturale.

Belém ore, 7.55. Studenti entrando nella IEP, antico giornale di Antonio Lemos, sotto la protezione di due grandi « magueiras ».

Paris d’Amérique (Fr)

Paris d’Amérique, point à la ligne.

Bélem, cachée derriére l’embouchure du fleuve Amazonea, répose d’un rêve solitaire.

Cette ville, née à partir d’une stratégie de défense du territoire portugais contre l’invasion française depuis l’état du Maranão, se voit engagée dans la bataille depuis ses premiers moments. L’armée française déjà prête à rentrer au Pará avec sa puissance militaire. Cette situation instable a amené à un affrontement brutal entre les deux nations.

D’un coté, les français luttent contre les portugais, de l’autre, les portugais font face aux indios Xuxurus. C’est ce « tous contre tous » qui a donné vie à cette ville isoleé, qui a été la plus moderne du Brésil pendant des siècles.

Belém. Paris d’Amérique. Cette petite princesse gatée, seduite… Continue..

 

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