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Another world nel XIX arrondissement


Sulle quais d’un canale. Una fila di gente che si avvicina al bordo. Un fila di mani aperte sui dei libri. Sono seduto con le gambe incrociate e davanti a me si presenta qualcosa di inedito, che non ho mai visto prima d’ora. Se tendo l’orecchio riesco a distinguere le voci in un brusio che risale il fiume, ma non quello che dicono. Parlano una lingua antica. Sono tutti vestito con abiti eleganti. Chi da solo, chi in compagnia, viene accompagnato da un signore barbuto che legge questo libro tenuto tra le mani tese. Non so esattamente perché tutta questa gente sia scesa fino al fiume per intonare canti e leggere la Torah, però questo insolito spettacolo arricchisce sempre di più questa città métissée.

Tanti giovani, meno giovani, donne o uomini, si stringono in piccoli gruppi di 3 o 4 persone. Al centro v’è un uomo con barbuto che legge ad alta voce come in una messa. Sembrerebbe si tratti di una cerimonia simile alla nostra comunione dove si mostra davanti a dio e davanti ai propri cari che si è testimoni della parola del signore. Tra tutta la folla il mio sguardo viene catturato da una signora vestita con un vestito bianco ed una maglietta crema che, sola, legge alcuni passi della Tora. Concentrata, si confida con sé stessa e con colui che lo ascolta. Dopo una decina di minuti, finito di recitare il passo, si avvicina all’acqua e con un gesto della mano simula di levarsi come della polvere dal vestito nell’acqua. Farfuglia qualche parola, chiude il libro e, in silenzio, si dilegua fino a scomparire tra la folla. Il molo, dove mi sono seduto, non smette di muoversi, mosso dalla corrente e dai bambini, che presi dall’euforia, saltano su e giù dal molo alla banchisa.

Dopo poco, due persone, padre e figlio, scelgono lo stesso posto per iniziare, insieme, questo « rituale ». Il figlio ha difficoltà a trovare la pagina e suo padre, con esperienza, gli indica la linea dove seguire. Con un gesto sembra dirgli:  » guarda è da qui che devi cominciare ». Iniziano a leggere stando vicini gli uni agli altri, poi, inconsciamente ognuno comincia a leggere per conto suo e si discosta leggermente. Tutto viene ripetuto con naturalezza e, assorti in quel che leggono, si isolano.

Dall’altra parte dal molo si sentono suoni di corno, che risuonano per tutto il quartiere XIX di Parigi e urla di gioia di un gruppo di ragazzi pronti a festeggiare da lì a poco. In ben che non si dica il canale si svuota portandosi dietro quell’insolito momento parigino.   La banchisa si svuota. Il sole tramonta ed io attendo che qualcuno mi spieghi.

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