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L’uomo che é riuscito a respingere il deserto


The man who stopped the desert
The man who stopped the desert

Quindici ettari d’oasi in pieno Sahel. A Gourga, nel nord-ovest del Burkina Faso, l’autore di questo miracolo, un piccolo contadino di nome Yacouba Sawadogo, sfida il deserto da più di trent’anni. Ottimizzando i processi d’innesto degli alberi ha, così facendo,  frenato l’avanzare implacabile del deserto ed ha ottenuto il rispetto delle più importanti organizzazioni internazionali. Negli anni ottanta, questo contadino si lamentava dei danni provocati dalla desertificazione nel suo villaggio natale. « Non c’era da mangiare a causa della siccità e l’acqua era molto rara nella nostra comunità, ha spiegato a fine 2011 ai delegati della Convezione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (CLD). Le tecniche agricole utilizzate lasciavano evaporare l’acqua molto facilmente, e le piante appassivano in tempo record. » Il suolo era troppo compatto per poter assorbire le piogge, di conseguenza la vegetazione scompariva ed i raccolti non riuscivano più ad alimentare gli abitanti che, con il passare del tempo, dovevano esiliare, lasciando allo stato brado le culture ancestrali. Tuttavia, è proprio da quest’ultime che si è trovata la soluzione al problema. Yacouba ha dapprima ricostruito i rialzi tradizionali in pietra, che un tempo delimitavano gli appezzamenti di terra e rallentavano lo sgocciolare dell’acqua. Ma, soprattutto, ha apportato delle migliorie alle « zais », ossia dei buchi scavati nella terra utilizzati come bacini per l’acqua piovana, che mantengono il suolo umido e fertile. Yacouma le ha ampliate e riempite con del composto e con della termite. Gli insetti possono, tranquillamente, banchettarvi. Le loro gallerie ed i loro rifiuti organici hanno permesso il resto: la terra si è aerata e arricchita di preziosi componenti nutritivi.  Il livello delle falde freatiche è risalito, gli alberi hanno ricoperto a nuovo il paesaggio ed il rendimento dei cereali ha fatto dimenticare la carestia.

Il successo di Yacouba però, ha riscontrato un certo scetticismo da parte degli altri contadini. Per trasmettere il suo sapere, ha creato i « giorni de mercato », ovvero, due appuntamenti annuali nei quali gli agricoltori di tutto il Sahel si riuniscono per condividere le loro conoscenze. A 60 anni passati ( anche se non sa esattamente quando sia nato), Yacouba Sawadogo percorre molti chilometri in moto per sensibilizzare la popolazione accogliendo i curiosi per il suo nuovo modello di sfruttamento delle terre. « Questa formazione è il punto d’inizio di molti scambi proficui nella regione, ha spiegato. La gente vi si reca per apprendere e diffondere, successivamente, il sapere nei loro villaggi d’origine. In tre decenni, avrebbe così contribuito a ripopolare sei milioni d’ettari nella regione del Sahel, secondo la CLD.

Questo successo ha attirato l’attenzione dei media. Nel 2009, Yacouba ha ricevuto l’onore d’essere il protagonista di un documentario britannico. Diffuso in venti Paesi, « L’uomo che ha arrestato il deserto » ha condotto il contadino burkinabé fino al Campidoglio, a Washington, dopo di ché alla tribuna di CLD, in Corea del Sud. La sua notorietà non ha impedito alle autorità locali di accaparrarsi delle sue terre, già fertili, spiegando che la città vicina, Ouahigouya, ha bisogno di espandersi. Una ingiustizia, denuncia l’ingegnere agricoltore Burkinabé, il quale dovrebbe trovare almeno 100 000 euro per riappropriarsi dei suoi preziosi ettari ormai destinati all’urbanizzazione.

Laure Dubesset-Chatelain

Tiré du magazine « GEO voir le monde autrement » Février 2013 p.20

Traduzione  Autiello Alessandro

Photo Edited by: Autiello  Alessandro

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